Eccoci!!
Rubo il titolo del post a Caparezza, splendido giocoliere che viene dalla terra del sole e della taranta.
Dunque ri-eccoci qua. Dopo una lunga e generosa vacanza, la meravigliosa città che inizia con la emme e finisce per ano, mi accoglie con la pioggia (insistente e polverizzata, solo a tratti torrenziale), il traffico (automobilistico, ci mancherebbe) ancora svogliato e distratto ed il suo odore, quella strana fragranza che sa di niente ma che senti scivolare giù dalle narici, che si addensa e ti lascia una sensazione di pienezza avvelenata, quasi. Mah!! Sarà colpa del traffico (sempre automobilistico intendo! Eh, ci mancherebbe!).
Porto con me un'estate molto bella ed intensa, vissuta con amori e amicizie, nella mia terra, la mia isola nuragica, dove tutto o quasi resta uguale. Molto lentamente, quasi impercettibilmente ma ... resta tutto uguale.
I luoghi, in effetti, un poco cambiano; penso in particolare alla mia ridente cittadina d'origine, Sassari, che sembra avere scoperto solo negli ultimi 2 anni la immaginifica opportunità di progettare e quindi, tenetevi fortissimo, costruire dei parcheggi SOTTERRANEI!!! Sotto terra, capite?? Tante macchine ordinatamente parcheggiate... sotto il livello del suolo, in modo da non rimanere ferme sul ciglio della strada!! Ecco, Sassari ha scoperto questo ed ora è una città, più che cantiere direi cratere!!! Ho visto scavi che penso porteranno presto alla scoperta di infiniti giacimenti di uranio già impoverito (essendo sassarese....)o, nella migliore delle ipotesi, potremmo raggiungere Shangai in mezz'ora.
Ma è la gente che non cambia. Il mare. Il maestrale che, puntuale e indifferente, insomma giusto, arriva a spazzare ogni 8/9 giorni l'isola, e preciso la attraversa per 4 giorni, come una coperta che non si consuma, se non in fondo, dolcemente, nelle ultime ore notturne, quando gli ulivi già cominciano a tirarsi un po su, con prudenza.
Ne sento la mancanza, ma solo perchè so che c'è, che è la. Non ci fosse più, mi metterei l'anima in pace! Ma c'è sempre una Gregoracci o un pastore trucidato che me la ricorda! O un'immagine o una canzone di Faber che me la disegna! Eh si, mi manca. Ma adesso passa.....mi dico.
I portoghesi (e solo dopo i brasiliani, Pessoa ci teneva a ricordarlo) la chiamano saudade, termine difficilissimo da tradurre e per questo, oltre che foneticamente meraviglioso, ancora più affascinante. La saudade è una fusione della nostalgia e della malinconia accompagnate dalla tristezza, dalla quale nasce una nuova parola/concetto/sentimento/stato d'animo/coscienza che tende, davvero, al mistico, ad una sospensione dinamica tra un'amara ma fiera accettazione ed appropiazione del passato ed una granitica, ingiustificata e, quindi, quasi arrogante speranza nel futuro, quest'ultima declinabile a qualsiasi cosa e/o persona, ancor di più se legata alla propria terra d'origine.
Ecco, io non penso di potermi dire travolto dalla saudade, anche perchè la migrazione è una mia scelta, ma di certo alcune sensazioni si avvicinano molto per intensità e caratteristiche.
Ma adesso passa! Per davvero!
Perchè tra piogge, grigiori, confusioni, sorrisi, treni sporchi, libri, acque salsobromoiodiche, fuliggini, car sharing, gatti parlanti, soldi scarsi, compagnie low cost e occhi verdi, io so che ... "esiste, in mezzo al tempo, la possibilità di un'Isola".
1 commento:
sino a che il mare tutto si dissecchi e le rocce si fondano nel sole,io sempre ti ricorderò.
addio,no arrivedreci,finchè scorre la sabbia della vita!
siano pur mille fra noi leghe di mare io a te ritornerò (ogni tanto d'estate, a carrasecare, ai candelieri,a Dinamo Reggio Emilia,alla sagra del vermentino, a li lioni,alla gioia di due anziani, alla .............
il lanciatore di coltelli
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