martedì 22 luglio 2008

La filosofia dello zer(=)O

capire quello che accade nella mia vita è un esercizio che faccio e disfaccio con notevole soddisfazione ormai da una decina di anni. il risultato è scontato: O,OO. addizionare e sottrarre, moltiplicare e dividere, sradicare radici che di quadro hanno davvero poco, rimbalzare su equazioni dai dividendi incomprensibili e, soprattutto, incompresi. O,OO. il risultato è sorprendente quanto immutabile, ed è nello sforzo di cambiarlo che riesco a coglierne la grandezza, la perfezione, l'esattezza.
cambio case, città, lavori, ma la sostanza è che quello che importa in realtà sono le cose che non hanno un numero; che sono perfette perchè semplicemente sono.
non è romanticismo, ne un maldestro tentativo cartesiano, ma è la consapevolezza che questo tempo è mio e mio soltanto, e che l'unico dono sincero che mi fa è di potere rotolare su uno 0, magari non spaccato. uno O colmo delle decisioni, delle persone, delle scelte, del quotidiano, delle rinunce, di fatiche e soddisfazioni. io continuo a riempirlo. e a rotolare.

"Non c'è nulla in me che non risplenda. Sono libero, leale. Le mie verità, quando cammino tra la gente, risuonano come speroni."

Cyrano de B. - E. Rostand

sabato 7 giugno 2008

Un tempo per ogni cosa




Omnia tempus habent, 
et momentum suum cuique negotio sub caelo: 
tempus nascendi et tempus moriendi, tempus plantandi et tempus evellendi quod plantatum est,
 tempus occidendi et tempus sanandi, tempus destruendi et tempus aedificandi,
tempus flendi et tempus ridendi,
 tempus plangendi et tempus saltandi,
tempus spargendi lapides et tempus eos colligendi,
 tempus amplexandi et tempus longe fieri ab amplexibus,
tempus quaerendi et tempus perdendi, tempus custodiendi et tempus abiciendi, 
tempus scindendi et tempus consuendi, tempus tacendi et tempus loquendi,
tempus dilectionis et tempus odii,
tempus belli et tempus pacis.

Liber (Qoélet) Ecclesiastes, 3, 1-9

giovedì 29 maggio 2008

Punti di vista

Repubblica.it del 29/08/2008:
Aveva presentato un certificato medico che attestava la sua cecità totale, ed era stato assunto come centralinista al carcere di Taranto. E lì ha lavorato tranquillamente per ventiquattro anni. Peccato, però, che ci vedesse benissimo. Qualcuno se n'è accorto, ed è stato scoperto e denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il protagonista della vicenda è un uomo di 45 anni, assunto dall'amministrazione penitenziaria nel 1984. I carabinieri della compagnia di Taranto hanno accertato che l'uomo ha la patente di guida e anche che, di recente, ha acquistato una moto di grossa cilindrata.

Che dire, nel bel mezzo del nuovo corso contro i fannulloni pubblici, fortemente voluto dal nostro neoministro tascabile Brunetta, abbiamo davanti agli occhi (hi hi hi) un esempio di incredibile attaccamento al lavoro: fingere per 24 anni la totale cecità è un'impresa titanica.
E' il segno di come una persona possa concentrare la sua attenzione e plasmare la sua esistenza per lo spirito di Servizio e per l'efficienza e la regolarità del funzionamento di un ufficio pubblico di grande importanza come è l'amministrazione penitenziaria.
Grazie. L'Italia si sta rialzando. Si può fare!!
f.
n.b. ogni eventuale riferimento a slogan politici è puramente casuale.

lunedì 26 maggio 2008

Il ritorno


Ebbene si. Sono tornato. Non una parola verserò sugli ultimi sei mesi della mia vita, non una parola.
Sono cambiati governi, colori, stagioni, sono cambiato anche io (e tanto).
Ma la verità è che ho ancora voglia di scrivere.
A presto.
f.