venerdì 28 settembre 2007

IL CONTRATTO

Da Repubblica.it del 28/9:
"Un contratto di vendita, con tanto di firme. Un accordo, nero su bianco, per vendere un pacchetto di voti, sotto elezioni, in cambio di un posto da dirigente alla Provincia di Udine. L'acquirente è l'attuale presidente, Marzio Strassoldo, alla guida di una giunta di centrodestra, riconfermato proprio dopo le amministrative del 2006. Il venditore è un politico locale con un gruzzolo di preferenze, Italo Tavoschi, ex vicesindaco di Udine, centrista eletto con una lista civica. Nel documento stilato c'è pure il prezzo. Senza troppi giri di parole: 210 mila euro, in tre anni. Ora, Tavoschi, che si dichiara disoccupato, ha presentato ricorso all'ufficio del lavoro. Sì, proprio all'ufficio del lavoro. Lamenta il mancato rispetto di quel contratto. Lui, scrive nel ricorso, l'accordo l'ha onorato e il presidente i suoi 420 voti "dopo un'intesa campagna elettorale", li ha ottenuti. Il centrodestra ha vinto le elezioni, ma, il posto da dirigente, dopo un anno, ancora non l'ha avuto. Un accordo comunque, che entrambe le parti, interpellate, definiscono lecito, seppure poi, dissentono sulla sua risoluzione. La vicenda è stata rivelata ieri dal "Messaggero Veneto". Per il presidente Strassoldo "è uno di quei tanti accordi politici che si sottoscrivono in campagna elettorale. Solo che invece di chiedere un posto in giunta, per il quale Tavoschi, come singolo candidato, non aveva titolo, ha preteso un incarico dirigenziale". E, aggiunge, "in effetti l'accordo teneva conto del fatto che c'erano prospettive che si liberassero alcuni posti da dirigente. Ma subito, quelle opportunità sono state vanificate dalle norme della Finanziaria che ponevamo precisi paletti...".
Ma ecco, parola per parola, il contenuto del contratto, firmato il 20 febbraio 2006, cinquanta giorni prima del voto. "Italo Tavoschi si impegna a sostenere il prof. Strassoldo, alle prossime elezioni provinciali, e lo fa schierandosi in una lista che fa capo a Strassoldo, presentandosi in uno o più collegi nella città, oppure a discrezione dello stesso presidente, in altri collegi del territorio. Il presidente Strassoldo si impegna a riconoscere a Italo Tavoschi, per questa personale discesa in campo, nel caso di vittoria elettorale e conseguente conferma a presidente della Provincia di Udine, un incarico amministrativo, per la durata minima di tre anni, eventualmente rinnovabile. Detto incarico, riguarderà il comparto delle attività produttive ed in particolare la promozione turistica della nostra provincia. Al dott. Tavoschi sarà riservato il trattamento economico lordo annuo di euro 70.000,00 (settantamila), nell'area dirigenziale, con oneri previdenziali a carico dell'ente Provincia. In alternativa potrà essere sottoscritto un contratto a progetto, di pari importo annuo, per la durata di anni cinque. Firmato Mario Strassoldo e Italo Tavoschi". Sempre nel ricorso all'ufficio del lavoro, Tavoschi sottolinea di aver speso oltre tremila euro per "santini" e manifesti. E aggiunge che, in seguito, "non ha nemmeno potuto trovare altra occupazione dato che era in attesa dell'incarico promesso". Imbarazzo nella coalizione di centrodestra che sostiene il presidente. An, Forza Italia e Udc, chiedono un vertice urgente. La Lega minaccia di ritirare gli assessori. Il Movimento Friuli, espressione sia del presidente che della lista dov'era candidato Tavoschi, tace."

Che spettacolo! Che paese meraviglioso l'Italia!
La nostra Carta Costituzionale mette le cose ben in chiaro fin da subito: art.1 "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro." E allora diamo a Cesare quel che è di Cesare! Facciamo in modo che chi merita un lavoro lo ottenga. Gridiamo al mondo la nostra capacità di rispettare un contratto fra le parti che, come tale, "ha forza di legge" (così dicono quelli che hanno studiato il Diritto).
Ora, alla luce di tutto questo misero affare che è solo una microscopica e risibile scaglia dell'iceberg, vorrei proprio sentire i signorotti del QUALUNQUISMO e dell'ANTIPOLITICA; vorrei sentire cosa ha da dire il terribile Senatore Polito con i suoi baffetti (se volete incazzarvi davvero cliccate qui), o tutti coloro i quali indicano in Grillo un male ma nell'idignazione popolare un bene e poi NON FANNO NULLA!!!!
O meglio ancora, il giorno dopo il polverone del V-Day, vanno a vedersi il Gran Premio di Monza con l'aereo di Stato (e che cazzo, un minimo di dignità, ma minima proprio, solo un poco!). Che grande popolo. Che paese meraviglioso l'Italia!

mercoledì 19 settembre 2007

Le lanterne


Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in un ottagono d’insolita luce,
Avvizzirebbe,
e il giovane amoroso
Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
I lineamenti, nel loro buio segreto,
Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
La tela della mummia mostrerà un antico seno.
Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.
Ho udito molti anni di parole, e molti anni
Dovrebbero portare un mutamento.
La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.

Dylan Thomas

mercoledì 12 settembre 2007

V-Day, ovvero il dito che indica la luna

"Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri e colpe. Probabilmente è questa la grande domanda che l'uomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?" "Ci sono definizioni diverse per il processo con il quale un individuo si confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sé. Io ho l'impressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri". "I valori e gli orizzonti del nostro mondo e il linguaggio che lo domina sono dettati in gran parte da ciò che noi chiamiamo "mass media". Ma siamo davvero consapevoli del significato di questa espressione? Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, l'amore, l'intimità. In molti modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni. E' questo il messaggio dei "mass media": un ricambio rapido, tanto che talvolta sembra che non siano le informazioni ad essere significative ma il ritmo con cui si susseguono, la cadenza nevrotica, avida, commerciale, seduttrice che creano. Secondo lo spirito del tempo il messaggio è lo "zapping"".
David Grossman, Berlino 4/9/07


Riporto un passo di Grossman che oggi cita anche un giovane giornalista di discreto successo (un certo Scalfari) assicurandovi che ci ero arrivato da solo qualche giorno fa (che bello autoincensarsi!!).
Io però non lo collego al Vday come fa il barbuto/canuto giornalista oggi su Repubblica (l'articolo), e mi permetto, con somma immodestia, di ribaltare le parole di Grossman a favore di quella che io considero la prima, vera manifestazione di democrazia fondata sul web.
Ma, come sempre più spesso accade, e me ne preoccupo ormai troppo poco, sono scoraggiato e deluso. Il V-Day è diventato qualcosa di incomprensibilmente diverso da quello che invece è stato. Io l'ho visto nascere, un anno fa circa, ho visto crescere l'interesse, ho visto come montasse da solo lo sdegno e la voglia di mandare a fare nel culo determinate persone (la lista è precisa) che hanno precisi ruoli e responsabilità.
Invece ......... ANTIPOLITICA, QUALUNQUISMO, DEMAGOGIA, POPULISMO, GRILLISMO.
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V-A-F-F-A-N-C-U-L-O!
Non è servito a niente. Nulla! Giornalisti e politici hanno capito l'importanza debordante dell'avvenimento (non nei numeri o nelle firme santissimo IDDIO!) e l'hanno trasformato in show, in personalismo becero, in dissertazioni storico-filosofiche (addirittura ho letto uno specchietto sull'Uomo Qualunque di Giannini!), in interesse mediato e piegato all'auto protezione ......insomma in politica (italiana).
E' la vecchissima ma attualissima metafora del dito che indica la luna! Ed è così che si sta trasformando un reale e tardivo segno di indignazione popolare (questo è populismo?) in uno show personale "del bravo comico genovese" (il dito).
Guardiamo la luna, per carità e per sopravvivenza. Vi prego. Vi scongiuro.