mercoledì 12 settembre 2007

V-Day, ovvero il dito che indica la luna

"Ci fa comodo, quando si parla di responsabilità personale, far parte d'una massa indistinta, priva di volto, d'identità e all'apparenza libera da oneri e colpe. Probabilmente è questa la grande domanda che l'uomo moderno deve porsi: in quale situazione, in quale momento io divento massa?" "Ci sono definizioni diverse per il processo con il quale un individuo si confonde nella massa o accetta di consegnarle parti di sé. Io ho l'impressione che ci trasformiamo in massa nel momento in cui rinunciamo a pensare, a elaborare le cose secondo un nostro lessico e accettiamo automaticamente e senza critiche espressioni terminologiche e un linguaggio dettatoci da altri". "I valori e gli orizzonti del nostro mondo e il linguaggio che lo domina sono dettati in gran parte da ciò che noi chiamiamo "mass media". Ma siamo davvero consapevoli del significato di questa espressione? Ci rendiamo conto che gran parte di essi trasformano i loro utenti in massa? E lo fanno con prepotenza e cinismo, utilizzando un linguaggio povero e volgare, trasformando problemi politici e morali complessi con semplicismo e falsa virtù, creando intorno a noi un'atmosfera di prostituzione spirituale ed emotiva che ci irretisce rendendo "kitsch" tutto ciò che tocchiamo: le guerre, la morte, l'amore, l'intimità. In molti modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni ed omissioni. E' questo il messaggio dei "mass media": un ricambio rapido, tanto che talvolta sembra che non siano le informazioni ad essere significative ma il ritmo con cui si susseguono, la cadenza nevrotica, avida, commerciale, seduttrice che creano. Secondo lo spirito del tempo il messaggio è lo "zapping"".
David Grossman, Berlino 4/9/07


Riporto un passo di Grossman che oggi cita anche un giovane giornalista di discreto successo (un certo Scalfari) assicurandovi che ci ero arrivato da solo qualche giorno fa (che bello autoincensarsi!!).
Io però non lo collego al Vday come fa il barbuto/canuto giornalista oggi su Repubblica (l'articolo), e mi permetto, con somma immodestia, di ribaltare le parole di Grossman a favore di quella che io considero la prima, vera manifestazione di democrazia fondata sul web.
Ma, come sempre più spesso accade, e me ne preoccupo ormai troppo poco, sono scoraggiato e deluso. Il V-Day è diventato qualcosa di incomprensibilmente diverso da quello che invece è stato. Io l'ho visto nascere, un anno fa circa, ho visto crescere l'interesse, ho visto come montasse da solo lo sdegno e la voglia di mandare a fare nel culo determinate persone (la lista è precisa) che hanno precisi ruoli e responsabilità.
Invece ......... ANTIPOLITICA, QUALUNQUISMO, DEMAGOGIA, POPULISMO, GRILLISMO.
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V-A-F-F-A-N-C-U-L-O!
Non è servito a niente. Nulla! Giornalisti e politici hanno capito l'importanza debordante dell'avvenimento (non nei numeri o nelle firme santissimo IDDIO!) e l'hanno trasformato in show, in personalismo becero, in dissertazioni storico-filosofiche (addirittura ho letto uno specchietto sull'Uomo Qualunque di Giannini!), in interesse mediato e piegato all'auto protezione ......insomma in politica (italiana).
E' la vecchissima ma attualissima metafora del dito che indica la luna! Ed è così che si sta trasformando un reale e tardivo segno di indignazione popolare (questo è populismo?) in uno show personale "del bravo comico genovese" (il dito).
Guardiamo la luna, per carità e per sopravvivenza. Vi prego. Vi scongiuro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

che fai tu luna in ciel
dimmi,che fai silenziosa luna?
si chiedeva il Giacomo di Recanati.
La luna non ha mai risposto,ma ,sicuramente,ha sempre sperato che gli uomini nascessero senza dita!

il lancitore di coltelli