Le bollicine sono un amore recente per l'indegno scriba (cit.). Solo negli ultimi 2 anni mi sono avvicinato con costanza e dedizione a questo mondo luccicoso e vastissimo. Ne sono assolutamente felice.
Scopro i metodi classici, quelli meno classici, i martinottistici, le rifermentazioni, i millenni sui lieviti, i dosaggi mistici, le sboccature e ... a la volèeeeee.
E scopro anche che i francesi lo champagne che non fanno in Champagne lo chiamano Cremant (e vabbè).
L'esemplare in questione è uno chardonnay brut 100%, un bianco di bianchi, fatto bene, sofficioso, bevibilissimo, borgognotto.
Giallo di paglia fitta, presenta bolle di un certo calibro, di un certo spessore, non troppo numerose ma concentrate in gregge coerenti ed ordinati.
Al naso tanta pasticceria, dolcezze non stucchevoli ma riconoscibili, uno sbuffo agrumato interessante, che rende più complessa e soddisfacente l'annusata.
In bocca è davvero stuzzicante la sensazione tattile creata dalle bolle, soffici e rotolanti, che accompagnano un sorso forse un poco troppo scarico e magro, ma di certo fresco di acidità masticabile. Senz'altro un bicchiere onesto, facile, da trangugiare nelle ribollenti serate estive.
Voto_6.8

