lunedì 23 agosto 2010

IGT Rosso Veronese - TheoBroma - Antolini 2006

Cabernet Sauvignon, Corvina, Croatina e Rondinella. Raccolte tardi, tardissimo, lasciate in fruttaio a riposare, a fare "dolcissimi" sogni, vinificati adagio adagio, con una fermentazione sul bucciame che è una piccola eternità. Questo è TheoBroma di Antolini, un vino slow, un vino interessantissimo, una bottiglia (quella scolata) ancora in piena evoluzione.
Il colore è frutto di questa lunga, persistente e "pesante" estrazione. Un rubino carico carico carico. Bello nel bicchiere, o meglio .. come è bello vedere muovere questo vino nel bicchiere! Ha un non so che di sexy. Compatto, mattonato, si aggrappa in lacrime suadenti, totalmente e preoccupatamente alcoliche! Che sia polposo e ricco di volumetrici gradi alcolici non ci si mette tanto a capirlo, credetemi.
E poi il naso.
Da prima un alcol davvero netto e tanto, quasi arrogante, per niente gentile.
Ma un attimo, un soffio dopo, questo prestigiatore alcolico si fa più timido, apre il suo mantello damascato, e dal cilindro  ... voilà ... altro che coniglio ... (non siate maliziosi), frutta, confettura di marasca, di ciliegia, poi terziari netti e umidi, la foglia del tabacco, il muschio ed ancora una nota secca, tostata e pungente del cacao, ma di quello buono per davvero (omen nomen?).
In bocca è impegnativo, pieno, caldissimo, calore stemperato o forse meglio dire mozzato solo grazie ai tannini talmente vigorosi da far pensare ad una evoluzione ancora lunga (ve lo avevo detto che era slow!) e, immagino, strepitosa.
Un vino davvero interessante, perfetto nei suoi disequilibri.

Voto_8.0 (grandi potenzialità)

venerdì 13 agosto 2010

DOC Subtirol Blauburgunder - Hausmannhof - Haderburg 2006


Per quello strano senso di totale e incontrastata idiozia che spesso prende il sopravvento sulle mie azioni, avevo deciso, ormai da tempo, che a me il "Pinot Nero" non mi piaceva. E quando dico che avevo deciso, intendo dire che io, sardo di Sardegna, nato a Sassari, avevo DECISO che non mi piaceva!
I più attenti noteranno un verbo imperfetto, come era la mia stupida ed ingiustificata presa di posizione.
Ma cos'è successo? Niente di più semplice ... per caso e per non fortuite coincidenze ho infilato una serie di pinottoni che mi hanno preso a sberle! Cominciamo con questo.
Altissimo Adige, cantina Haderburg, il loro Blauburgunder base, un pinot nero impeccabile.
Color rubinochescaldailcuore, si aggrappa al bicchiere il giovanotto, senza però tacere la sua grassezza elegante. Archi belli, che esaltano la pancia del bicchierozzo. Bello spettacolo, bello davvero.
Al naso tutto quello che ti aspetti, le infinite varietà dei (dolo)mitici frutti di bosco, soprattutto una mora che è una stoccata di confettura espressa, alcune verdosità e legnosità perfettamente distinguibili e una nota tostata sconosciuta. Naso seriamente complesso e intenso.
Poi giù, uno dei sorsi più equilibrati che ricordi. Con quella nota amara che ritorna, forse una radice di liquirizia, forse un'arancia amarissima. Comunque già un bicchiere rotondissimo.
E meno male che è il pinottone base!

Voto_7.9 (anche un po per farmi perdonare)