
Quotidiano.net
"Livorno, 11 agosto 2007 - Quattro bambini sono morti la notte scorsa nell'incendio scoppiato in una baracca in provincia di Livorno, nella frazione di Stagno. Si tratta di quattro giovanissimi nomadi romeni i cui corpi carbonizzati sono stati trovati tra le macerie al termine dell'operazione di spegnimento delle fiamme....
.....Il rogo ha completamente distrutto un accampamento improvvisato di almeno sette baracche in una delle quali dormivano Eva, 12 anni, Danchiu, 8 anni, Leonuca, 6 anni, e Mengi, di 4 anni. Eva e Menj erano sodomuti e tutti venivano da Brasov.....
....Il Comune di Livorno, in segno di lutto, ha sospeso tutti gli spettacoli e le attività musicali e ludiche previste per la serata. Anche il presidente del consiglio Romano Prodi ha chiesto al sindaco Alessandro Cosimi di essere tenuto informato sullo sviluppo delle indagini e ha inviato un telegramma di cordoglio al prefetto. E il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha definito quella di Livorno una tragedia frutto del degrado in cui ancora troppe persone vivono nel nostro paese...."
Lo so, state pensando "ecco il solito post demagogico in difesa dei poveri rom bruciacchiati vivi!". Se pensate questo .... avete, in parte, ragione!
In parte solo perchè, sorvolando su tutte le solite, disgustose polemiche, vorrei soffermarmi sul telegramma di Prodi al Prefetto di Livorno! In questo gesto, apparentemente privo di qualsiasi valore anche e solo perchè un matto come me possa scriverci su, io vedo il perfetto termometro del nostro Paese. Il Presidente del Consiglio, come prassi, manda un telegramma di condoglianze al Rappresentante dello Stato (?), per esprimere, in fondo a se stesso, tutto il diaspiacere per una simile tragedia che, come tutte le tragedie, era "evitabile".
Sono sconcertato! Oltre al fatto che per il 95% degli italiani il Prefetto è il signore al quale mandare il ricorso di appello alle contravvenzioni stradali, ma accettare e fare propria una tale prassi così formale quanto glaciale è opprimente! Io avrei visto meglio un Prodi che si precipita distrutto dal dolore nell'accampamento livornese, un Amato che porge un fiore alla madre dei bambini assicurando un posto di lavoro come autista al ministero degli Interni al padre, una presenza.... una significativa presenza. O meglio ancora, niente! Il silenzio, rispettoso del lutto e sincero, senza formali ipocrisie. Perchè non c'è niente da dire. Punto e basta.
Velerei, invece, la vicenda delle parole di chi, molto meglio di altri e non certo con un telegramma, ha voluto capire il popolo Rom, la sua storia,le sue allegrie e tragedie, quelle che sono state e che, ancora, dovranno essere:
"e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio"
1 commento:
da una canzone di Vincent Roger sinto piemontese
Dans l'enfer de les camps
votre histoire en lettre de sang
Zigeuner,Gitans
il aura fallu du temps
pour que des livres d'histoire
rendent honneur a votre memoire..
vous n'avez aucun bagage
pas de richesse derriere vous
vous les enfants du voyage
qui se souviendra de vous???
il lancistore di coltelli
Posta un commento