| Anolini Casa Ugolotti - Azati |
Io non voglio certo addentrarmi in questa buffa baruffa semantica (anche se credo sia cosa davvero seria per "loro"); io, con molta umiltà, mi limito, ormai da 5 anni, a genuflettermi davanti alla assoluta, grassa, morbida, giustamente sapida immensità degli Anolini (così li chiamano) della famiglia che mi ha accolto in questa padana pianura. Uova (con più rosso che bianco), farina e mano per una pasta tirata a punto, ne spessa ne sottile, giusta; per il ripieno, anzi, per la pancia ecco il grana di stagioni diverse (il Parmigiano Reggiano qua lo chiamano grana, poi dicono a noi sardi ... mah!), pane raffermo, uova di quelle buone, il sale, il pepe, la noce moscata che profuma e poi il brodo bollente, ustionante, che serve per bagnare quel pane, lo stesso pane che viene scottato anche con il fondo dello stracotto, si ... scottato, insaporito, unto ... se mai vi veniste in mente di chiedere "allora c'è la carne?", gli occhi degli astanti si farebbero truci e rischiereste di non addentare nessuno di questi piccoli, panciuti, dorati gioielli.
Il brodo poi, terza o quarta, dipende; è questione di famiglia, di terra, di macellaio, di fortuna ... quest'anno, io ho goduto di un brodo di terza dove una gallina ancora ruspante ha preso il posto del classico pollaccio.
Chiamateli come volete, a me non serve.
Nessun commento:
Posta un commento