mercoledì 18 maggio 2011

Igt Colline Pescaresi - Pecorino - Contesa 2009

Il pecorino (vitigno intendo) è roba strana. Mi affascina, mi intriga, ma, alla fine della fiera, non mi innamora. Eppure ha potenzialità da vendere: è fresco, polposo, profumatissimo. Ma non riesce a convincermi fino in fondo. Perchè?
Prendiamo il caso di questo Contesa, bella cantina, vino fatto molto bene, dal rapporto q/p senz'altro interessantissimo.
Il giallo brilla intenso, con venature dorate, il bicchiere è compatto, l'alcol c'è, scivola lento sul vetro.
I profumi sono intensi e piacevoli, di frutta soprattutto. Una certa deriva legnosa, di dolcezze fruttate e forzate però mi infastidisce. Mi chiedo: è possibile che in un vino abruzzese che nasce da un vitigno autoctono io senta le note di frutta tropicale, la dolcezza della banana, il contrasto dolce/salato? Questo naso pieno, grasso, importante, io non me lo aspetto dal pecorino.
E poi in bocca, tutto finisce in un attimo. I profumi intensi e grassi non ritornano, rimane una sottile vena fresca e sapida, un finale troppo breve e scarno, dopo l'illusione di un naso così importante.
Non è certo il primo pecorino che bevo, eppure, queste caratteristiche d'incoerenza complessiva, d'illusione, le ho ritrovate più che spesso. Non ho ancora bevuto alcuni Offida marchigiani (il Fiobbo di Aurora su tutti, mi dicono sia spettacolare), ma la mia sensazione rimane quella di un vitigno che si vuole riscoprire ad ogni costo pieno e potente, quando in realtà potrebbe essere semplicemente e perfettamente un vino piacevole, fresco, sapido e sottile, sorprendentemente profumato.

 Voto_6.3

8 commenti:

vittorio rusinà ha detto...

Sempre molto interessante leggerti!
Credo di aver assaggiato in vita mia giusto 1 o 2 pecotrino, devo rimediare...sono d'accordo che certi vini danno il meglio di sè se non viene snaturata la loro semplicità che ha pur sempre il suo fascino.

fabio_duff ha detto...

è proprio così Vitt, non riesco proprio a capire il perchè si cerchi una serialità, un caricare ad ogni costo il prodotto. mah ...

Daniele ha detto...

Dovresti assaggiare il Colle Vecchio Tenuta Cocci Grifoni,
a me (che non capisco niente di vino) è piaciuto molto.

fabio_duff ha detto...

ah si? se è tra le tue 1.684 bottiglie che hai in cantina condividilo no? invece di darmi sempre quei vinacci francesi ....

Daniele ha detto...

Purtroppo no, ne avevo solo una bottiglia comprata durante la sfigatissima vacanza a Senigallia nel 2009 (unica nota positiva della vacanza insieme a Villa Bucci).
Ci sono di solito al Vinitaly, dove l'anno scorso mi hanno fatto assaggiare un 2001 o un 2002, addirittura.
Vedremo se riusciamo a trovarlo in zona .....

luigi fracchia ha detto...

Secondo me hanno cominciato ad annunciare un nuovo/vecchio grande vino prima di essere in grado di farlo, sulla fiducia, per muovere un po' il mercato. Sembra un uva con potenzialità ma non ancora domata.

claudioT ha detto...

Più che non domata, penso che sia nata prima la fama del vitigno, abbandonato, riscoperto, vinificato nell'epoca della corsa agli autoctoni e poi il vino!
Gran parte dei produttori abruzzesi hanno cavalcato l'onda dei primi anni del 2000 quando si portavano/producevano vini, parlo di rossi e bianchi: profumati, rotondi e passati in legno.
Oggi la Passerina non ha una sua identità ma è figlia di una moda dal quale non si riesce più ad uscire, realizzandolo in vigna e poi in cantina seconto il suo vero DNA: sottile, pulito ed elegante.
Forse anche perchè si riesce a vendere così o no???

fabio_duff ha detto...

@luigi: la tua è una teoria più che affascinante, per la serie "come riscoprire un vitigno con un occhio al mercato".
@claudioT: come sopra direi ;) l'unico dubbio è: parli di passerina perchè pensi che segua la stessa strada del pecorino, o è stato un lapsus su cui il dott. Freud avrebbe molto da scrivere ... ?? :))