Pulito, davvero un gran bicchiere.
I dolcetti sono vini interessanti e in questo caso si tratta di un Dogliani in una delle sue massime espressioni d'autore, i fratelli Pecchenino, il loro San Luigi.
Il colore è facile e bello. Un rubino compatto, decisamente penetrabile, leggere sfumature violacee ai bordi. Pienezza e gioventù insomma.
Il naso è sfacciatamente fruttato, ma con controllata eleganza, si potrebbe dire con eleganza sabauda. Molte frutte rosse e riconoscibili, interessante la nota di ribes acidulo e pungente, poi note verdi complesse, passate, mature, quasi dell'origano sbriciolato. E ancora una fantastica nota citrata, direi una scorzetta d'arancia, nota che riporta quantità e qualità in termini di freschezza al naso.
In bocca è bello pieno, anche polputo. Equilibratissimo il sorso, con tannini giustissimi e saporiti, freschezza perfetta ai lati della lingua, la frutta piccola e rossa che volentieri accompagna, con calore affettuoso e mai sgarbato, il golone (sinonimo salsese al sorso).
Arrivato a questo punto del mio brevissimo percorso enoico, comincio ad aprezzare per davvero i vini come il San Luigi, che fanno dell'equilibrio, della costruzione elegante e senza eccessi, il loro punto di forza, sfruttando in particolare le caratteristiche del vitigno ed il lavoro in vigna (questo vino matura esclusivamente in acciaio).
Voto_8.4

2 commenti:
il grado di apprezzamento è anche dato dal livello interno della bottiglia. Fabio, fai la foto appena stappata. le tue foto di bottiglie fanno da corollario alla valutazione e possono essere elementi di giudizio esperienziale
il problema è che la foto generalmente la faccio quando ... mi ricordo!! :))
sono geneticamente predisposto a buttarmi sul bicchiere, poi penso che potrei scriverci su qualcosa ... credo non mi correggerò mai! :(
grazie per la dritta cmq, cercherò di avere un minimo di disciplina ...
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