mercoledì 16 maggio 2007

DICO ... tomia

Sapete, sono davvero stanco. L’ho capito quando un mio splendido amico, al quale voglio un bene sincero e privo di condizioni e/o condizionamenti particolari (insomma… gli voglio bene con grande semplicità, e forse questo mi permette di ascoltarlo più di altri) mi dice “certo che a Roma è stata una cosa grandiosa … gli hanno dato una batosta … quasi 1 milione di persone … è un segnale forte… non possono fare come se non esistessero … dai ammettilo pure tu…”.
Ecco sono stanco di non capire. Davvero. Io sono la pura essenza fatta (molta) carne e (soprattutto) peli di colui il quale DOVEVA essere a Roma, in P.zza S. Giovanni a manifestare per la famiglia! Io voglio una famiglia fondata su un meraviglioso matrimonio, intenso, condiviso, profondamente voluto e che dia come frutto dei figli (meno in carne ma soprattutto molto meno pelosi) da educare nel senso civile e nella grandezza dell’amore che solo dei genitori che si amano totalmente riescono a trasmettere.
Allora, perché non capisco? Perché non capisco cosa ci sia di così terribilmente sbagliato e pericoloso (“difendiamo la Famiglia” era lo slogan principale) nello stabilire alcuni semplicissimi diritti di natura meramente civilistica per delle persone che non la pensano come me. Persone che si amano più o meno di chi si sposa, o meglio, di chi ha la possibilità (legale e canonica) di sposarsi. Qual è la differenza discriminante per amarsi e perché questo amore abbia una (blanda, amici miei, davvero blanda! Vi prego leggetevi bene la bozza del d.l. che faticosamente si sta discutendo in parlamento) “protezione” ed un minimo riconoscimento davanti ai terzi?! Il sesso, un sindaco, l’età, una chiesa, il colore degli occhi, il peso, i figli che già ci sono, i capelli, i figli che si è deciso anticipatamente di non avere, un precedente matrimonio alle spalle, il mutuo, la Sacra Rota, il CoCoPro, gli alimenti… ?? Quali di queste cose ci fanno dire “tu puoi, tu no!”. Quali??
Io, con tutta l’onestà intellettuale e morale che l’esperienza e l’educazione che ho ricevuto mi hanno trasmesso, non riesco ad individuarne nemmeno una! Ma davvero neanche una piccola, misera, straordinaria, definitiva ragione.
Vedo piuttosto ancora una volta una chiusura. Pericolosa? Non so, non sono capace neanche di capire questo. Dannosa allora. Nemmeno. Purtroppo è una chiusura, un no fortissimo. Un puro, semplicemente granitico no, per i dettagli consulta pure 2007 anni di storia.
Non è una questione solamente religiosa. In questo mi sento straordinariamente fortunato, il mio consapevolissimo e moderno laicismo (che comunque strizza l’occhio al cristianesimo per ragioni familiari, sentimentali e culturali) mi fa rispettare e detestare allo stesso modo alcuni aspetti delle 2 principali religioni monoteiste che penso (indegnamente) di conoscere meglio. E vedo sempre delle straordinarie opere indebolite da poco comprensibili chiusure, conservatorismi che vanno oltre il credo, il Dio, ma che sono tutti e del tutto degli uomini. Dalle follie estremiste, alle maschere che opprimono donne e pensieri, dall’incapacità di comprendere il sesso e tutto quello che davvero significa, alla paura di credere che l’uomo possa sviluppare un’intelligenza scientifica che gli permetta di guarirsi. Ma sono solo piccole gocce queste. E comunque non è una questione religiosa. Non può essere solo questa la ragione perché in Italia si debba discutere di diritti civili. Vi prego, non ditemi che è così! Perché in Spagna, paese cristiano a maggioranza fortemente cattolica, si è certamente storto il naso, si è giustamente detto “non sono d’accordo e non sono felicissimo se accadesse” ma nessuno, nessuno e nessuno ha mai messo in discussione l’opportunità di allargare la sfera del “Diritto di Famiglia” a persone che, consapevolmente, comunicano pubblicamente il loro amore (e, a scanso di equivoci, non mi riferisco solo agli omosessuali visto che i Pacs spagnoli sono sottoscritti per il 60% da coppie eterosessuali, insomma da quei farabbutti dei conviventi!). E così per Francia, Austria, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia, Finlandia, Inghilterra (per vie diverse troppo tecniche e noiose da approfondire), Canada, Lussemburgo, Irlanda, Portogallo, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia, Argentina, Brasile, Colombia, Stati Uniti (11 stati), Messico, Uruguay, Sudafrica, Israele (situazione particolare perchè esiste solo matrimonio religioso, paradossalmente è stato più semplice riconoscere i diritti familiari di diritto civile a chi ne faceva semplice richiesta), Australia, Nuova Zelanda.
Sono stanco, perché non capisco. Non capisco che accidenti ci sia di sbagliato nell’allargare la sfera delle possibilità, delle opportunità, dei diritti. Non capisco perché negare una scelta. E come se per me, onnivoro di grandissimo pregio qualitativo e quantitativo, mi imponessero di mangiare determinati alimenti. O così o niente. Ma perché? Perché inventarci un regime dietetico dei diritti civili?
Sono stanco di un paese che ha paura di dare le opportunità di scegliere.
Sono davvero stanco.

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