Vitigno sottovalutato lo schiava. Gli danno del sempliciotto troppo spesso, a mio parere. Prendiamo ad esempio questa bella e giovanissima bottiglia della sempre brava Elena Walch. La stoffa c'è tutta. Certo, non sarà una bottiglia da far impolverare in cantina, ma il suo piacevolisimo dovere lo fa eccome.
Il colore è rubino luccicoso e sfavillante, leggi pure ben vinificato e giovane. Consiste sì, ma è davvero veloce sul vetro, scivola via più svelto di un reggisseno durante i classici bunga bunga presidenziali.
Il naso è fresco, preciso, non intensissimo, un pò piccolo. Le note fruttate su tutto, bello il bouquet di sottoboschi vari, curioso l'accento tostato, anch'esso fruttoso più che legnoso (mandorlato).
In bocca è davvero piacevole, il tannino giovane ma tenero accompagna una spina alcolica non elevatissima. Durezze fruttate e garbate rimangono più a lungo del previsto sul palato. Bel vino di facile beva, camaleontico per gli abbinamenti, un bel, sorridente jolly.
Voto_7.5

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